mercoledì, 04 novembre 2009
Insegnamenti

Di una certa persona devo ricordare tre insegnamenti fondamentali:

1. Minimizzare i problemi quotidiani. Che si trattasse del latino, che proprio non mi andava giù, o di qualche inghippo relazionale, ci metteva (e ci metterebbe) davvero poco a bollare le mie preoccuapazioni come fesserie. E gliene sono grato.

2. La cultura non serve a niente se non diventa carne. Fatto salvo un certo narcisismo, che è una patologia benigna ma incurabile, era (ed è) per il sentire ciò che si sa. A rigore, questo l'avevo capito da me, senza che me lo insegnasse lui. Appunto. Ma è stato bellissimo specchiarsi.

3. Tre le cose che devono essere sempre fredde: le mani dei barbieri, il tartufo dei cani e il culo delle donne. Me lo spiegò che potevo avere dodici anni, credo durante la splendida estate del '94. Sì, faccio strane associazioni quando sono dal barbiere o col mio cane.

Mi ha anche insegnato che si muore a pezzetti. Peccato che io non sappia come gestire l'informazione.






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domenica, 27 settembre 2009
Un anno con 13 lune - Il mattatoio

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giovedì, 03 settembre 2009
Interludio

[...]Dopo aver visto i film di Douglas Sirk mi convinco sempre più che l'amore è lo strumento migliore, più insidioso e efficace di oppressione sociale. June Allyson (protagonista del film, ndMartin) ritornerà negli stati uniti con un amore più piccolo. Ma i due non saranno felicissimi insieme: lei continuerà eternamente a sognare il suo direttore d'orchestra e lui noterà la perenne insoddisfazione della moglie. E così a maggior ragione si concentreranno sul proprio lavoro da cui naturalmente saranno sfruttati. Okay.

RWF su Interlude (1957) di Douglas Sirk - dicembre 1972
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domenica, 30 agosto 2009
Siberia - CCLIX giorno (You can have it all, my empire of dirt)

Ricevo con frequenza più o meno costante aggiornamenti da Monsignore, da quasi nove mesi stabilitosi in una delle meno ospitali località del pianeta, per lo meno da un punto di vista climatico. Certo, la fa semplice lui, tirarsi fuori dalla mischia, andare a cercare fortuna e gelo lontano dalla propria terra, virtualmente in fuga dalla mediocrità, più concretamente invischiato in una inconcludente relazione con una persona dalle idee molto poco chiare, mentre qui tutto affonda. Non sta imparando il russo, non è interessato a farlo, mi inonda di dettagli sulle dinamiche relazionali di quell'esperimento antropologico che è divenuto il suo viaggio e mi lascia respirare solo quando dà sfogo all'ironia. O quando ha voglia di raccontarmi qualcosa che vada al di fuori dell'orrenda quotidianità che anche lì, non troppo lontano dallo zero assoluto, è andato costruendosi. Qualche giorno fa, infatti, a Verchojansk è arrivato il circo, un circo tedesco, pare, di quelli con gli acrobati i clown e gli animali, il presentatore, musiche orrende piacevolmente distorte da impianti di amplificazione di pessima qualità, tanta puzza, tristezza e miseria. Ha visto litigare una bella trapezista con un giovane domatore, hai sprecato tutto il denaro per una poltrona, lamentava lei, spesso non ho mangiato, ribatteva lui, e così via. Attingendo alla cassa della spedizione, Monsignore ha convinto Maria ad acquistare i biglietti per i ragazzini del villaggio, non molti in verità, quelli del circo, quasi commossi da tanto interesse, hanno invitato tutta la spedizione a vedere lo spettacolo, ieri sera. Maria si è rifiutata di andare a perdere la serata tra capre e saltimbanchi, mentre Mon è stato accompagnato dal solo Esenin, curioso di ammirare la trapezista. A fine spettacolo, Esenin ha sentenziato che quelli sono più artisti di chiunque altro, perché lavorano con amore e disperazione e sono liberi da problematiche intellettuali, ottengono il massimo dalle condizioni più difficili e sintetizzano in novanta minuti una vita di sacrifici. Eppure al circo non va molta gente, non solo per scrupoli antispecisti, ha aggiunto Mon, ci sono scrittori che scrivono contro gente che non sa neanche leggere, chissà che, in fondo, l'acrobata non stia odiando il pubblico, dissimulando la rabbia con un sorriso di plastica. D'altra parte, come non detestare chi paga per vederti rischiare la vita.
Dopo lo spettacolo, Mon è rientrato alla locanda e ha scritto una lunga lettera a Elena.
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martedì, 18 agosto 2009
Hurt

 
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giovedì, 13 agosto 2009
Hurt
 
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sabato, 01 agosto 2009
Relationships
 
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sabato, 25 luglio 2009
A una troia dagli occhi ferrigni
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lunedì, 20 luglio 2009
Man in the moon
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mercoledì, 15 luglio 2009
Siberia - CCXIII giorno (Gathering up the fear)

Nella profondità dell'inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c'è un'estate invincibile. Senza presunzione, Mon la pensava come Camus da un bel po'. O forse la profondità dell'inverno l'aveva già vissuta prima di finire a Verchojansk. Settimane, mesi, presto saranno anni e avrà trovato poco più che conferme. E qualche smentita: Maria si è rivelata ben presto più amica di Elena: "Mi stava vampirizzando e non potevo permettermelo. Sarà un caso, ma è tornata da suo fratello proprio quando è cominciato il nostro distacco. Boris non ha battuto ciglio, forse è stata una liberazione anche per lui. L'unico problema è condividere Maria con Boris, oltre che con Esenin". Quest'ultimo, racconta Mon, gli rimprovera di perder tempo a fascinare Maria invece che scoparla. Mon, dal canto suo, rimprovera a Esenin di perder tempo a scopare Maria invece di dedicarsi al romanzo. E' convinto che si tratti di un grande romanzo, forse il suo miglior lavoro, lo ha letto man mano che Esenin lo scriveva, facendolo tradurre in inglese da Maria, tra una scopata e l'altra, naturalmente. Lo ha anche aiutato a trovare un titolo provvisorio, che mi riferirà più in là, magari quando il romanzo sarà finito. Ha comprato una giacca da camera, bellissima a suo dire, "è il capo d'abbigliamento migliore per cominciare a radunare le paure".
Partirò per Verchojansk domani, Mon mi ha invitato a passare almeno parte dell'estate da lui, "ma scordati di andare a letto con Maria".
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